Arabia Saudita NEOM e la linea che taglia il deserto
di Lorenza Marini
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Mentre il mondo discute di transizione ecologica e di città a 15 minuti, l’Arabia Saudita ha deciso di fare saltare il banco. Nel cuore della penisola arabica, lungo la costa del Mar Rosso, sta prendendo forma il cantiere più costoso, discusso e folle della storia dell’urbanistica: NEOM. E al suo interno, la punta di diamante è The Line.
Non si tratta di ampliare una metropoli esistente, ma di inventare dal nulla un’intera civiltà verticale, pensata per ridefinire il concetto stesso di abitare il pianeta.
I Numeri della Megastruttura: Un Muro di Specchi Alto come un Grattacielo
I dati tecnici di The Line sembrano usciti da un romanzo di fantascienza hard, ma sono nero su bianco nei piani di Saudi Vision 2030, il mega-piano di diversificazione economica fortemente voluto dal Principe Erede Mohammed bin Salman per sganciare il Paese dalla dipendenza dal petrolio.
La lunghezza: 170 chilometri lineari. Per dare un’idea della scala, è la distanza esatta che separa Milano da Genova, racchiusa però in un unico blocco continuo che attraversa il deserto, le montagne e il mare.
Le dimensioni fisiche: Una larghezza di appena 200 metri e un’altezza di 500 metri sul livello del mare.
Significa che la struttura sarà più alta dell'Empire State Building per tutta la sua estensione.
La popolazione prevista: 9 milioni di residenti stimati a regime, concentrati in una superficie di soli 34 chilometri quadrati (la stessa superficie occupata da una città come Bologna, ma sviluppata in verticale).
Il costo stimato: Una cifra iniziale stimata intorno ai 500 miliardi di dollari solo per il primo tratto, destinata a lievitare vertiginosamente visti i problemi logistici ed economici.
Se Vi appassionano questi temi Vi consiglio di leggere anche il mio articolo sulle Smart Cities come Songdo e Nusantara (che sarà la nuova capitale dell'Indonesia visto che Jakarta sta affondando)
https://www.cinasia.it/3248327_una-citta-assurda-in-corea-songdo
e ne parlo ovviamente anche nel mio libro CINASIA che trovi su Amazon
Come Funziona la Città del Futuro
Il manifesto di The Line promette l’eliminazione totale di automobili, strade e traffico. L'intero sistema si basa su tre pilastri tecnologici e infrastrutturali:
1. Mobilità Invisibile e Iperveloce: Non ci saranno veicoli privati. Sotto la superficie della città correrà una spina dorsale ferroviaria ad altissima velocità. Gli ingegneri promettono che sarà possibile attraversare l’intera linea da un’estremità all’altra in soli 20 minuti.
2. Zero Emissioni e Autonomia Energetica: La città sarà alimentata al 100% da energia pulita, sfruttando l'immenso potenziale fotovoltaico ed eolico della regione, abbinato a impianti di dissalazione dell'acqua di mare alimentati da energia solare.
3. Intelligenza Artificiale e Logistica Tridimensionale: Tutti i servizi essenziali (scuole, ospedali, parchi, aree commerciali) saranno raggiungibili a piedi in un massimo di 5 minuti. I livelli urbani saranno stratificati in verticale: i servizi logistici e di trasporto in basso, le aree pedonali e la natura al centro, le residenze in alto.
La Struttura: Come è fatta la muraglia di specchi nel deserto
Per capire The Line bisogna abbandonare l'idea classica di città fatta di isolati, quartieri e strade che si intersecano.
Immagina un blocco monolitico di cemento, acciaio e vetro che attraversa il territorio come una ciclopica barra continua.
Questa "muraglia di specchi" deriva dal suo design esterno più iconico e spiazzante: l'intera facciata esterna della struttura sarà rivestita da enormi pannelli a specchio.
Questa scelta non è solo estetica o futuristica, ma funzionale: riflettendo il deserto circostante, la montagna e il cielo, la muraglia dovrebbe visivamente "mimetizzarsi" con il paesaggio, riducendo l'impatto termico della luce solare diretta e riflettendo il calore estremo.
All'interno di questo blocco cavo lungo 170 chilometri e alto 500 metri, la vita non si muove in orizzontale ma in tre dimensioni, divisa in strati sovrapposti:
- Il livello sotterraneo: Ospita i trasporti pesanti, le linee ferroviarie ad alta velocità e le reti tecnologiche intelligenti che gestiscono energia, rifiuti e flussi idrici.
- Il livello centrale (il piano terra e i podi): lo spazio verde, pedonale e naturale. Qui si sviluppano i parchi, i corsi d'acqua artificiali e la vegetazione, completamente protetti dal clima esterno grazie alla struttura chiusa.
- I livelli superiori: Le altezze vertiginose dei due enormi grattacieli paralleli che formano la struttura ospitano i quartieri residenziali, gli uffici, le scuole e i centri commerciali.
In sintesi, vivere a The Line significa abitare all'interno di un gigantesco alveare tecnologico sigillato, dove non esistono finestre che danno sulla strada o sul traffico, ma affacci interni sospesi nel vuoto o rivolti verso gli specchi esterni che riflettono l'infinito del deserto.
Il Parallelo Storico: Megaprogetti del Passato e la "Sindromi da Foglio Bianco"
La storia dell’urbanistica mondiale è costellata di tentativi di ripartire da zero tracciando linee rette nel territorio, spesso con risultati ambigui:
Brasilia (Brasile, 1960)
Progettata da Lúcio Costa e Oscar Niemeyer a forma di aeroplano per simboleggiare il volo del Brasile verso il futuro, doveva essere la città perfetta per i dipendenti pubblici. Oggi, pur essendo un capolavoro architettonico protetto dall'UNESCO, soffre di un forte isolamento sociale, dipendenza dall'auto e periferie oceaniche non pianificate. The Line estremizza il concetto di "città geometrica calata dall'alto", eliminando persino la pianta bidimensionale per spostarsi su un asse unico.
Le Nevskij e le Città Industriali Sovietiche
Negli anni ’30, l'Unione Sovietica pianificò città lineari attorno ai complessi industriali (come la proposta del Socialist Settlement di Milyutin) per ottimizzare la produzione e il trasporto collettivo. L'obiettivo era massimizzare l'efficienza economica spezzando il modello capitalistico borghese. A distanza di un secolo, NEOM riprende l'idea della linea retta e dell'efficienza logistica assoluta, ma ribaltandola in chiave capitalistica e ultratecnologica.
Le Ombre sul Cantiere: Dalle Ambizioni ai Ridimensionamenti
Se sulla carta il progetto è sbalorditivo, la realtà economica e ingegneristica sta presentando il conto. Negli ultimi mesi, i media finanziari internazionali hanno evidenziato una forte revisione dei piani:
Il ridimensionamento della prima fase: L’obiettivo iniziale di completare i primi 5 chilometri entro il 2030 è stato drasticamente ridimensionato a poco più di 2 chilometri, a causa dei costi monstre e dei ritardi nella catena di approvvigionamento dell'acciaio e del cemento.
Impatto Ambientale e Geopolitico: Gli ambientalisti denunciano l'impatto devastante sulla fauna locale e sulle rotte migratorie degli uccelli nel Golfo di Aqaba, mentre organizzazioni umanitarie hanno sollevato forti polemiche per gli sgomberi forzati delle popolazioni locali della tribù degli Howeitat.
Conclusioni: Visione Geopolitica o Utopia di Sabbia?
The Line non è solo un complesso immobiliare: è un manifesto geopolitico con cui l’Arabia Saudita vuole dimostrare di potersi reinventare prima che il petrolio perda il suo valore globale.
Se Pechino si affida alla logistica ferroviaria di Khorgos e alle dighe ciclopiche per dominare il presente asiatico,
Riyadh sceglie la via della fantascienza urbana per comprare un posto nel ventiduesimo secolo.
Resta da capire se questa muraglia di specchi nel deserto diventerà la capitale del futuro o il monumento più costoso al fallimento dell'hubris umana.
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