Il fondatore di Evergrande condannato all'ergastolo: fine di un impero di carta e cemento
di Lorenza Marini (CINASIA)
La notizia ha fatto il giro del mondo economico e finanziario, segnando un punto di svolta storico per la Cina e per i mercati globali: il 20 agosto 2026, il Tribunale intermedio di Shenzhen ha emesso la sentenza definitiva nei confronti di Xu Jiayin (noto internazionalmente come Hui Ka Yan), fondatore e patron di China Evergrande Group. L'ex uomo più ricco d'Asia è stato condannato all'ergastolo, con la revoca a vita dei diritti politici e la confisca totale del patrimonio personale.
Le accuse formali a suo carico includono frode finanziaria su vasta scala, corruzione, bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita di beni aziendali. In aggiunta alla pena detentiva per il fondatore, il tribunale ha inflitto sanzioni record pari a circa 15,82 miliardi di yuan (equivalenti a oltre 2,35 miliardi di dollari) suddivise tra Evergrande Group e la sua principale divisione immobiliare. Oltre cinquanta persone tra manager ed ex dirigenti sono state condannate in procedimenti correlati.
Dalle origini umili al boom sfrenato (1996-2020)
La parabola di Evergrande affonda le radici nel 1996, anno in cui Hui Ka Yan fonda il gruppo a Guangzhou (Canton). Cresciuto in condizioni di estrema povertà e con un passato da operaio, Hui riesce a scalare i vertici dell'imprenditoria cinese cavalcando il più grande processo di urbanizzazione e migrazione interna della storia moderna. La neonata classe media cinese aveva un bisogno disperato di case ed Evergrande rispondeva a questa fame insaziabile.
Il modello di business adottato da Hui era una macchina da guerra spregiudicata basata su una leva finanziaria estrema:
- Acquisto massiccio di terreni a debito: Sfruttando prestiti bancari aggressivi e canali di shadow banking (finanza ombra).
- Pre-vendite allo scoperto: Gli appartamenti venivano venduti sulla carta prima ancora che i cantieri vedessero la luce, incassando liquidità immediata dai futuri acquirenti.
- Reinvestimento compulsivo: Il denaro fresco veniva immediatamente riciclato per comprare nuovi lotti di terreno, alimentare la speculazione e moltiplicare i cantieri a catena in centinaia di città cinesi.
In pochi anni, Evergrande (nota in cinese come Hengda Jituan) diventa il secondo sviluppatore immobiliare del Paese. Non pago del dominio nel mattone, il gruppo perde il contatto con la realtà economica, diversificando in settori lontanissimi dal core business: dalla produzione di auto elettriche (con Evergrande New Energy Auto) ai parchi divertimento a tema, passando per l'acqua minerale e l'acquisizione della squadra di calcio professionistica Guangzhou FC.
La stretta delle "Tre Linee Rosse" e la bolla scoppiata
Il sistema si reggeva su un unico dogma non scritto: la convinzione che il mercato immobiliare cinese sarebbe cresciuto all'infinito e che lo Stato avrebbe sempre fatto da paracadute in caso di difficoltà sistemiche.
Nel 2020, tuttavia, la leadership di Pechino guidata da Xi Jinping riconosce che la bolla del mattone sta diventando un cancro per l'economia reale, aumentando i rischi sistemici e strangolando il potere d'acquisto delle famiglie. Per arginare il fenomeno, il governo introduce una dottrina rigidissima nota come le "Tre Linee Rosse": parametri finanziari severissimi che impongono tetti stringenti al livello di indebitamento delle aziende del settore, bloccando di fatto l'accesso a nuovi prestiti per i colossi più esposti.
Per Evergrande è l'interruzione improvvisa dell'ossigeno finanziario. Il gruppo si ritrova con un debito totale stratosferico superiore a 300 miliardi di dollari una cifra record, superiore al Prodotto Interno Lordo (PIL) di molte nazioni sovrane. Impossibile ottenere liquidità dalle banche nazionali, impossibile rifinanziare i bond in scadenza sui mercati internazionali.
Il default, i "progetti fantasma" e il collasso definitivo
Nell'estate del 2021, la crisi si materializza: Evergrande manca ufficialmente i primi pagamenti sui suoi debiti esteri, sprofondando in un default tecnico che innesca un effetto domino senza precedenti sull'intero comparto mattone cinese.
Le conseguenze sociali ed economiche sono devastanti:
- I cantieri fantasma (lanweilou): Centinaia di migliaia di appartamenti pagati in anticipo dai risparmiatori non vengono mai completati. Milioni di cittadini rischiano di perdere i risparmi di una vita e la casa promessa.
- La scure internazionale: Nel gennaio 2024, un tribunale di Hong Kong emette l'ordine formale di liquidazione coatta per tentare di recuperare i beni rimasti a favore dei creditori esteri. Successivamente, i titoli del gruppo vengono deliscorsi dalla Borsa di Hong Kong.
- La parola fine giudiziaria: Con la sentenza di ergastolo dell'agosto 2026, la giustizia cinese chiude la fase penale di uno dei più grandi scandali finanziari della storia moderna.
Conclusione: l'ereditàdi Evergrande e la nuova Cina
Il collasso di Evergrande ha ridefinito per sempre i connotati dell'economia cinese. Ha sancito il tramonto definitivo del vecchio modello di crescita guidato unicamente dal mattone e dalla speculazione edilizia, accelerando la drastica transizione del Dragone verso la produzione ad alta tecnologia, l'intelligenza artificiale, le energie rinnovabili e la manifattura avanzata.
La condanna a vita di Xu Jiayin non restituisce i soldi ai milioni di piccoli risparmiatori colpiti, ma invia un messaggio inequivocabile: l'era degli eccessi finanziari incontrollati e del debito facile in Asia è ufficialmente terminata.
Aggiungi commento
Commenti