Toyota dal tessile alle auto
di Lorenza Marini
Oggi tutti conosciamo Toyota come il colosso mondiale dell'automotive e il re indiscusso dell'affidabilita. Ma la sua storia non nasce nelle fabbriche di motori: comincia tra spolette di legno, filati di seta e telai meccanici. Ripercorriamo la straordinaria evoluzione della famiglia Toyoda e di come è diventato Toyota con la T
Come tutto inzia
Tutto ha inizio con il padre, Sakichi Toyoda, un brillante inventore giapponese che alla fine dell'Ottocento rivoluziona l'industria tessile nazionale inventando il primo telaio automatico al mondo in grado di fermarsi da solo se un filo si rompeva.
Quel brevetto geniale azzera i difetti di produzione e riscuote un tale successo che, nel 1929, un'importante azienda britannica acquista i diritti di vendita per centomila sterline.
Invece di tenersi i soldi, il padre affida quell'intero capitale al figlio, Kiichiro Toyoda, con un mandato chiaro: realizzare il suo grande sogno e costruire automobili.
Nel 1933, Kiichiro apre una divisione automobilistica all'interno dell'azienda di famiglia di telai meccanici, tra lo scetticismo generale degli investitori che considerano la mossa un azzardo folle in un Giappone che importava tutto dall'Occidente.
Il team smonta pezzo per pezzo le auto americane dell'epoca per studiarle e nel 1935 produce il primo prototipo, seguito nel 1937 dalla nascita ufficiale della Toyota Motor Company.
C'e una curiosità linguistica affascinante: il cognome di famiglia si scrive Toyoda con la "d", ma il nome della societa viene cambiato in Toyota con la "t" perche in Giappone quel carattere si scrive con otto tratti, numero considerato di grande buon augurio e fortuna
Toyota ad un passo dal fallimento
La Seconda Guerra Mondiale costringe l'azienda a convertire la produzione in camion militari spartani, e il dopoguerra porta Toyota a un passo dal fallimento totale, schiacciata da inflazione, debiti e duri scioperi sindacali.
Per salvare la sua creatura ed evitare licenziamenti di massa peggiori, nel 1950 Kiichiro Toyoda decide di compiere il gesto estremo: si dimette dalla presidenza. Morirà due anni dopo, senza poter vedere la sua azienda conquistare i mercati globali.
Metodo Toyota
Ma le basi gettate da Kiichiro sopravvivono: nasce il leggendario Toyota Production System (TPS), fondato sul celebre principio del Just-in-Time e del Jidoka (automazione con un tocco umano), basato sull'efficienza radicale, sull'eliminazione totale di ogni spreco (muda) e sul miglioramento continuo (kaizen), un modello di organizzazione industriale studiato e copiato da fabbriche di tutto il pianeta
Toyota city
Oggi Toyota non è soltanto il più grande costruttore automobilistico al mondo per volumi di vendita, ma una vera e propria città -fabbrica gigante e iper-connessa. All'interno dei suoi impianti produttivi principali, come quelli storici nella prefettura di Aichi (rinominata non a caso Toyota City), l'efficienza ha raggiunto livelli fantascientifici: catene di montaggio flessibili dove robot collaborativi e umani lavorano fianco a fianco, logistica automatizzata al millimetro e una filiera cortissima che azzera i magazzini di stoccaggio.
Woven city
E la visione futuristica non si ferma alle auto: il marchio punta ditta al futuro con Woven City, la citta fabbrica laboratorio costruita ai piedi del Monte Fuji. Un ecosistema futuristico totalmente connesso, alimentato a idrogeno e guidato dall'intelligenza artificiale, dove testare in tempo reale la mobilita autonoma, le smart home e la robotica avanzata per ridefinire completamente il concetto stesso di abitare e viaggiare
Dai telai di stoffa artigianali alla citta del futuro, passando per il sistema produttivo che ha rivoluzionato l'industria globale: la dimostrazione che la vera innovazione nasce dal coraggio di reinventarsi senza mai smettere di sognare
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Sayonara arigato gozaimas!
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