Cina, Musk e
la nuova corsa alla Luna
di Lorenza Marini
Elon Musk ha cambiato priorità.
Per anni ha ripetuto “Marte o niente”.
Ora la traiettoria è diversa: prima la Luna.
Non è un ripensamento romantico. È una mossa strategica.
E mentre Musk ricalibra, la Cina è già avanti, con un programma che procede senza esitazioni.
La mossa di Musk
Musk parla di una “città auto‑crescente” sulla Luna entro dieci anni.
Un’idea che lo porta direttamente sul terreno della Cina, che sta costruendo la International Lunar Research Station, prevista per il 2035.
Due visioni diverse, stesso obiettivo: presenza stabile, infrastrutture, controllo delle rotte cislunari.
La Cina: dove siamo davvero
La Cina non annuncia: esegue.
Il suo programma lunare, Chang’e, è attivo dal 2004.
Chang’e prende il nome dalla dea cinese della Luna,
simbolo di ascesa e continuità.
E il programma segue proprio questa logica: ogni missione è un gradino verso la successiva.
Chang’e 1 e 2 — vedere
Le prime due missioni mappano la Luna, la fotografano, la studiano.
Servono a costruire la base dati per tutto ciò che verrà dopo.
Chang’e 3 e 4 — toccare
Nel 2013 arriva il primo allunaggio cinese.
Nel 2019 la Cina compie ciò che nessuno aveva mai fatto: atterrare sul lato nascosto.
È un salto tecnologico e simbolico.
Chang’e 5‑T1 e 5 — riportare
Nel 2020 la Cina riporta sulla Terra campioni lunari.
È la prima volta dai tempi dell’URSS.
Significa che Pechino controlla l’intera catena: orbita, allunaggio, raccolta, decollo, rientro.
Chang’e 6, 7 e 8 — costruire
Chang’e 6 (2024) porta a casa campioni dal lato nascosto.
Chang’e 7 esplorerà il polo sud, dove potrebbe esserci ghiaccio.
Chang’e 8 testerà tecnologie per costruire strutture lunari, inclusa la stampa 3D con materiali locali.
Tutto converge verso un obiettivo:
una base lunare permanente.
Perché la Luna conta davvero
La Luna non è un trofeo. È un’infrastruttura.
• Eliostazioni: energia solare continua, senza notte.
• Elio‑3: possibile carburante per la fusione.
• Cislunare: la nuova autostrada per satelliti, comunicazioni, logistica.
• Standard: chi arriva per primo, definisce le regole.
La Cina lo dice apertamente:
vuole costruire, non solo piantare una bandiera.
Gli Stati Uniti ricalibrano Artemis.
SpaceX accumula ritardi.
La Cina accelera.
Nessuno la chiama “corsa”, ma lo è.
E i dati mostrano che Pechino non sta inseguendo:
sta competendo alla pari.
La domanda finale
Non è più “chi torna sulla Luna”.
È chi resterà.
Chi costruirà la prima base.
Chi controllerà le rotte cislunari.
Chi scriverà le regole del nuovo spazio.
E oggi, guardando i programmi, la Cina non è un outsider.
È uno dei due protagonisti della partita.
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