Transazione energetica

Pubblicato il 26 gennaio 2026 alle ore 14:12

Lorenza Marini 

LA TRANSIZIONE ENERGETICA CINESE:

DALLO SMOG ALLA SCOSSA VERDE

La Cina è passata in vent’anni da “camera a gas globale” a motore della transizione energetica mondiale.
Quando vivevo lì, Pechino superava 300–400 AQI, Shijiazhuang era tra le città più inquinate del pianeta, Tianjin aveva giorni in cui il cielo era color latte.
Oggi la Cina è il più grande investitore al mondo in energia pulita e il più grande costruttore di infrastrutture verdi.

 

IL PUNTO DI SVOLTA: NUMERI CHE CAMBIANO LA STORIA

• Nel 2024 la Cina ha installato più eolico + solare del resto del mondo sommato.
• Ha raggiunto sei anni in anticipo gli obiettivi rinnovabili previsti per il 2030.
• Investimenti annuali in energia pulita: oltre 600 miliardi di dollari.
PM2.5 nelle grandi città: –40% rispetto ai picchi di dieci anni fa.
• La Cina produce l’80% dei pannelli solari mondiali e oltre il 60% delle turbine eoliche.

 

PIANI QUINQUENNALI:

LA MAPPA DELLA DECARBONIZZAZIONE

14° Piano Quinquennale (2021–2025)

• Picco emissioni entro il 2030.
• Neutralità carbonica entro il 2060.
• Raddoppio della capacità eolico‑solare entro il 2025 (già superato).
• Riduzione dell’intensità carbonica del 18%.


15° Piano Quinquennale (2026–2030)

• Elettrificazione massiva dell’industria.
• Taglio del carbone come fonte primaria.
• Accelerazione su idrogeno verde, storage, reti intelligenti.
• Obiettivo: rendere le rinnovabili la spina dorsale del sistema elettrico.


EOLICO: LE AUTOSTRADE DEL VENTO

Gansu, Mongolia Interna, Xinjiang: corridoi eolici giganteschi, turbine a perdita d’occhio.
Le mega‑wind farms del Gansu sono visibili perfino dai satelliti.
• Nel 2024 la Cina ha aggiunto più eolico di USA + UE insieme.
Progetti offshore colossali nel Mar Bohai e al largo del Guangdong.

 

SOLARE: DESERTI CHE DIVENTANO CENTRALI

Qinghai, Ningxia, Shaanxi: distese di pannelli che coprono intere vallate.
• Le “solar bases” del Gobi alimentano città a centinaia di chilometri.
• La Cina produce pannelli a costi più bassi del 30–40% rispetto all’Occidente.
Nuovi progetti ibridi: solare + eolico + batterie su scala regionale.

 

IL CARBONE: IL NEMICO CHE NON SCOMPARE,

MA CAMBIA RUOLO

• La Cina resta il più grande consumatore di carbone, ma il consumo è stabile, non più in crescita.
• Le nuove centrali servono come backup per stabilizzare la rete rinnovabile.
• Le vecchie centrali vengono convertite a sistemi più efficienti o integrate con storage.
Obiettivo: ridurre il carbone dal 56% del mix energetico a meno del 40% entro il 2030.

 

TRASPORTI: LA RIVOLUZIONE ELETTRICA

La Cina è il più grande mercato EV del mondo.
BYD ha superato Tesla nelle vendite globali.
Shenzhen: 100% bus elettrici.
• Le città costiere stanno introducendo zone a zero emissioni per taxi e logistica.

 

PERCHÉ OGGI L’ARIA È DIVERSA

• Chiusura o rilocalizzazione delle industrie più inquinanti.
Limiti severi alle caldaie a carbone domestiche.
Controlli ambientali in tempo reale con sensori distribuiti.
Rimboschimenti massicci: la Cina è l’unico paese al mondo con foreste in crescita netta.

 

STORAGE: IL VERO GIOCO DEL FUTURO

Batterie su scala regionale in Hebei, Shandong, Guangdong.
Pompaggio idroelettrico colossale: Baihetan, Xiluodu, Wudongde.
• Progetti pilota di idrogeno verde per acciaierie e chimica pesante.
Reti intelligenti che bilanciano vento e sole tra regioni distanti migliaia di chilometri.

 

COSA ARRIVA ORA: LA FASE 2 DELLA TRANSIZIONE

Elettrificazione totale di industria, trasporti e riscaldamento.
Mega‑progetti nel Gobi che combinano eolico + solare + accumulo.
Idrogeno verde per sostituire carbone e gas nei settori “hard to abate”.
• Integrazione delle reti con Asia Centrale e Sud‑Est Asiatico.


 CONCLUSIONE

La Cina è passata dalla nebbia tossica al ruolo di acceleratore globale della transizione energetica.
Non per idealismo, ma per sopravvivenza economica, sanitaria e geopolitica.
E quando la Cina cambia direzione,

il resto del mondo è costretto a seguirla.

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