Lorenza Marini
LE DUE CINE: FUTURO LAMINATO E PASSATO TERROSO
La Cina non è un paese: è una frattura temporale.
Una metà corre verso il 2050, l’altra è ancora nel 1985.
E la distanza non è metaforica: basta uscire 40 km da Shanghai per passare da auto autonome a tricicli arrugginiti, da grattacieli che sembrano astronavi a case di mattoni rossi con il bagno in cortile.
Questa spaccatura è il cuore di ogni Piano Quinquennale: ridurre il divario città‑campagna, integrare due mondi che non si parlano più.
🌆 LA CINA‑TOMORROWLAND: Shanghai, Shenzhen, Hangzhou
Shanghai è un laboratorio urbano:
• Metropolitane che arrivano a 830 km di rete, più di Londra e New York sommate.
• Pagamenti digitali al 98% delle transazioni quotidiane.
• Auto elettriche che dominano le strade: BYD, NIO, Xpeng.
• Test di guida autonoma a Pudong e Jiading.
• Quartieri interi ricostruiti ogni 5 anni: Xuhui Waterfront, Qiantan, Zhangjiang.
Shenzhen è ancora più radicale:
• Prima città al mondo con 100% dei bus elettrici.
• Ecosistema tech che produce il 90% dell’elettronica mondiale.
• Grattacieli che crescono come funghi: Ping An Tower, KK100, China Resources Tower.
Hangzhou è la capitale del digitale quotidiano:
• Sede di Alibaba, Ant Group, Cainiao.
• Città dove anche i mendicanti hanno QR code.
• Logistica che consegna in 30 minuti in quasi ogni quartiere.
Questa Cina è un trailer del futuro: lucida, veloce, iperconnessa.
LA CINA PROFONDA:
Guizhou, Gansu, Guangxi, Henan rurale
Poi c’è l’altra metà.
Quella che non finisce nei documentari patinati.
Guizhou: montagne verticali, villaggi Miao e Dong, strade che sembrano serpenti.
Gansu: arido, polveroso, case di terra battuta, agricoltura di sussistenza.
Guangxi: risaie terrazzate, minoranze Zhuang e Yao, infrastrutture minime.
Henan rurale: villaggi enormi, densità altissima, redditi bassi.
Sichuan montuoso (Liangshan): comunità Yi, case sparse, servizi essenziali.
Qui la Cina è ancora manuale, non digitale.
È fatta di mani, non di algoritmi.
Perché nelle campagne vivono soprattutto nonne e nipoti
Il fenomeno dei left‑behind children è uno dei più grandi spostamenti umani della storia moderna.
• I giovani migrano verso Guangzhou, Suzhou, Dongguan per salari 3–5 volte superiori.
• Il sistema hukou impedisce di portare i figli: niente scuola, niente sanità nelle città se non hai la residenza.
• Risultato: oltre 60 milioni di bambini cresciuti da nonne, zie, vicini.
• Interi villaggi abitati da anziani, bambini e cani.
È una Cina dove il tempo scorre più lento, ma pesa di più.
CITTÀ VS CAMPAGNA
DIFFERENZE CHE SPIEGANO TUTTO
1. Auto: elettriche in città vs benzina nei villaggi (zero colonnine, rete debole, meccanici non formati).
2. Pagamenti: QR code totale vs cash resistente.
3. Trasporti: metro e treni a 350 km/h vs bus irregolari e tricicli.
4. Sanità: ospedali top vs cliniche con un solo medico.
5. Istruzione: scuole d’élite vs classi multiserie.
6. Internet: 5G urbano vs 4G intermittente.
7. Case: torri residenziali vs mattoni rossi e tetti di tegole.
8. Riscaldamento: centralizzato vs stufe a carbone.
9. Acqua: potabile vs pozzi.
10. Lavoro: tech e servizi vs agricoltura.
11. Consumi: supermercati high‑tech vs botteghe miste.
12. Delivery: 24/7 vs nessun indirizzo preciso.
13. Sicurezza: sorveglianza digitale vs controllo comunitario.
14. Cultura: festival internazionali vs feste agricole.
15. Ambiente: parchi futuristici vs campi terrazzati.
16. Reddito: gap 1:4.
17. Opportunità femminili: molto più ampie in città.
18. Mobilità elettrica: scooter e taxi elettrici vs motori a scoppio.
19. Velocità del cambiamento: skyline mutevoli vs immobilità.
20. Servizi pubblici: sportelli digitali vs uffici minimi.
Perché la campagna non ha auto elettriche
La Cina urbana è il paradiso dell’elettrico.
La Cina rurale no. E per motivi molto concreti:
• Mancano le colonnine: installarle costa troppo per villaggi con 200–300 abitanti.
• La rete elettrica è debole: blackout frequenti, tensione instabile.
• Le distanze sono lunghe: l’autonomia è cruciale.
• Le officine rurali sanno riparare motori a benzina, non batterie.
• Le strade sono spesso sterrate: i SUV elettrici soffrono.
Risultato: nelle campagne vedi ancora Wuling, Changan, vecchie Santana Volkswagen, camioncini blu e tricicli.
Com’è la Cina rurale del “secolo scorso”
Ci sono villaggi che sembrano sospesi nel tempo:
• Case di mattoni rossi, cemento grezzo, tetti di lamiera.
• Bagni esterni, cucine a fuoco vivo, pompe manuali.
• Pannocchie appese a seccare, galline nei cortili, cani liberi.
• Strade sterrate, canali d’irrigazione, trattori lenti.
• Negozi che vendono sementi, torce, batterie, sigarette.
• Tricicli elettrici caricati come camion.
È una Cina che non è povera: è antica.
Le grandi opere che trasformano la campagna
La campagna è anche il luogo dove lo Stato
costruisce le sue opere più titaniche:
• Dighe idroelettriche: Tre Gole (Hubei), Baihetan (Sichuan‑Yunnan), Xiluodu (Sichuan).
• Villaggi ricollocati per creare bacini artificiali.
• Autostrade sospese nelle montagne del Guizhou.
• Parchi eolici in Mongolia Interna.
• Distese di pannelli solari nel Qinghai.
• Tunnel e ponti che collegano valli isolate.
Ogni progetto riscrive la geografia umana: villaggi spostati, comunità ricreate, economie reinventate.
Conclusione
La Cina è un paese che vive due vite contemporaneamente.
Una è fatta di vetro, silicio, algoritmi.
L’altra di terra, mani, memoria.
Il grande progetto nazionale — dal 14° al 15° Piano Quinquennale — è farle incontrare a metà strada.
Non per cancellare la campagna,
ma per portarla nel futuro senza strapparle le radici.
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