Neuralink e Starlink in salsa cinese. Treni maglev. Batteria al sodio. CRISPR. I quanti e molto altro.

Pubblicato il 24 gennaio 2026 alle ore 10:24

Lorenza Marini 

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Le Invenzioni Cinesi che Stanno Cambiando il Futuro

C’è una cosa che nessuno dice davvero:
mentre noi parliamo, la Cina costruisce.
Mentre noi analizziamo, loro lanciano, testano, scalano.

E io non guardo il rumore — TikTok, DeepSeek, le mode del momento.
Io guardo la direzione.
E la direzione è chiara: lì sta nascendo il futuro.

Oggi viaggiamo dentro le invenzioni cinesi che stanno cambiando il mondo —
quelle di cui pochi parlano,
quelle che dobbiamo conoscere se vogliamo capire dove stiamo andando.

Allacciamoci le cinture: sono cose che ribaltano la prospettiva.

 

La “Starlink cinese”: Guowang

La Cina non vuole competere.
Vuole superare.

Guowang è il progetto per una costellazione di 13.000 satelliti
più o meno la stessa scala di Starlink,
ma con un obiettivo diverso: sovranità digitale totale.

Dati che fanno capire la portata:

• Nel 2023 la Cina ha effettuato più lanci orbitali di USA + Europa messi insieme.
L’industria spaziale cinese cresce del 20% l’anno.
• Il governo ha già assegnato quasi 13 GHz di spettro dedicato alla costellazione.


Guowang non è un progetto commerciale.
È un’infrastruttura strategica.

E la corsa allo spazio, questa volta, non la stiamo guardando dalla tribuna.
La stiamo inseguendo.

Starlink (USA)

• Costellazione privata di SpaceX.
• Oltre 6.000 satelliti già operativi.
• Obiettivo: internet globale commerciale, alta velocità, bassa latenza.
• Modello: crescita rapida, iterazione continua, focus sul mercato.


Guowang (Cina)

• Costellazione statale da 13.000 satelliti.
• Obiettivo: sovranità digitale e copertura globale indipendente.
• Lanci a ritmo industriale grazie a decine di razzi privati e statali.
• Modello: infrastruttura strategica nazionale, non solo commerciale.


Differenza chiave
Starlink vuole connettere il mondo.
Guowang vuole controllare la propria rete globale.

 

La “Neuralink cinese”: BrainTalker & le neurointerfacce

 

Neuralink fa notizia.
La Cina fa progressi.

BrainTalker, sviluppato dalla Tsinghua University, è uno dei progetti più avanzati al mondo:

Chip non invasivo che decodifica segnali cerebrali con un’accuratezza superiore al 90%.
Pazienti paralizzati che riescono a scrivere fino a 70 caratteri al minuto usando solo il pensiero.
• Collaborazioni con ospedali militari per applicazioni in riabilitazione e robotica.


E poi c’è il piano nazionale:
entro il 2030, la Cina vuole diventare leader mondiale nelle neurotecnologie.

E quando la Cina annuncia un obiettivo…
di solito non è un’ipotesi.
È una roadmap.

Neuralink (USA)

• Invasiva: chip impiantato nel cervello.
• Altissima precisione del segnale.
• Obiettivo: ripristinare funzioni motorie e, nel lungo termine, integrare uomo‑AI.
• Sperimentazione umana appena iniziata.


BrainTalker (Cina)

• Non invasiva: sensori esterni, nessuna chirurgia.
• Precisione minore ma uso immediato su larga scala.
• Obiettivo: comunicazione per pazienti paralizzati e riabilitazione.
• Test clinici già attivi in più ospedali.


Differenza chiave
Neuralink punta al futuro lontano.
BrainTalker punta all’applicazione pratica adesso.

 

🚀 La “SpaceX cinese” 

Cos’è
Un ecosistema di oltre 20 aziende spaziali private nate in pochi anni, tutte focalizzate su lanci riutilizzabili, economici e frequenti.

 

LandSpace

• Primo razzo al mondo a metano portato in orbita (Zhuque‑2)
• Spinta: 268 tonnellate
• Costo di lancio: –30% rispetto a Falcon 9
• Obiettivo: riutilizzo completo entro 2026

 

iSpace

• Prima azienda privata cinese a raggiungere l’orbita
• Razzo Hyperbola‑2 con atterraggio verticale stile Falcon 9
• Target: costo per kg in orbita sotto 2.000 dollari

 

Galactic Energy

• 10 lanci consecutivi riusciti
• Nuovo razzo riutilizzabile Pallas‑1 in sviluppo
• Obiettivo: 30 lanci l’anno entro il 2027

Perché conta

La Cina non sta copiando SpaceX.
Sta industrializzando lo spazio:
capacità di lancio + costellazioni satellitari = vantaggio strategico enorme.


I treni Maglev da 600 km/h: il futuro che vola

 

Il treno più veloce del mondo non è giapponese.
È cinese.

Il Maglev da 600 km/h è un capolavoro ingegneristico:

• Attrito: zero.
• Rumore: quasi nullo.
Consumo energetico: inferiore del 30% rispetto ai treni ad alta velocità tradizionali.
Tempo stimato Pechino–Shanghai: 2 ore e 30 minuti (contro le 4 ore attuali).


E non è tutto.

La Cina sta già testando prototipi da 1.000 km/h in tunnel depressurizzati.
Un mezzo che, di fatto, sarebbe un aereo orizzontale.

Quando la velocità diventa cultura, la tecnologia diventa inevitabile.

 

CRISPR e biotecnologie: la frontiera più delicata

AL FONDO SCRIVO DI CRISPR

La Cina è il paese con più laboratori di editing genetico al mondo.
E non si limita alla teoria.

È stato il primo paese a testare CRISPR su pazienti oncologici.
• Ha programmi per mappare il genoma di oltre 100 milioni di cittadini.
• Investe più di 10 miliardi di dollari l’anno in biotecnologie avanzate.
• Sta sviluppando organi artificiali e tecniche di medicina rigenerativa su larga scala.


È un territorio etico complesso, certo.
Ma scientificamente…
la Cina corre dove altri paesi camminano.

 

Batterie al sodio: l’alternativa al litio

 

Mentre il mondo teme la carenza di litio, la Cina ha già pronto il piano B:
batterie al sodio.

E non è un prototipo.
È produzione industriale.

Costo inferiore del 30–40% rispetto al litio.
Cicli di vita più stabili in condizioni estreme.
Nessun materiale raro o geopoliticamente sensibile.
Perfette per auto economiche e sistemi di accumulo energetico.


Nel 2024 è uscita la prima auto al mondo con batteria al sodio:
un modello BYD destinato al mercato di massa.

Se questa tecnologia scala, cambia tutto.

 

Radar quantistici: vedere l’invisibile

 

Questa è roba da film di spionaggio.

La Cina sta sviluppando radar quantistici in grado di rilevare:

• Aerei stealth progettati per essere invisibili.
• Droni a bassissima firma termica.
• Oggetti a centinaia di chilometri con precisione millimetrica.


Il principio è semplice e devastante:
i fotoni quantistici non possono essere “ingannati” come i radar tradizionali.

Se questa tecnologia diventa operativa su larga scala…
cambia l’equilibrio militare globale.

 

Cosa sono le terapie CRISPR 

CRISPR è una tecnologia che permette di:

• tagliare un gene difettoso,
• correggerlo,
• oppure sostituirlo con una versione sana.


È come fare “editing” del DNA, con una precisione che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza.

 

Per cosa si usano

Le terapie CRISPR sono studiate per:

• malattie genetiche rare (come anemia falciforme o beta‑talassemia),
• tumori,
• malattie del sangue,
• infezioni virali (HIV, epatite),
• e in Cina anche per editing embrionale e ricerca avanzata.


Alcune terapie CRISPR sono già state approvate negli Stati Uniti e in Europa per pazienti reali.

 

Perché sono rivoluzionarie

Perché non curano i sintomi.
Correggono la causa alla radice.

È la differenza tra:

• prendere una medicina per tutta la vita
e
• correggere il gene una volta per tutte.



Perché la Cina è così avanti

La Cina ha:

• il maggior numero di laboratori CRISPR al mondo,
• sperimentazioni cliniche molto più rapide,
• investimenti enormi in biotecnologie,
• e un approccio meno conservativo rispetto all’Occidente.

 


Concludo
 

 

Il punto non è dire “la Cina è avanti” o “l’Occidente è indietro”.
Il punto è capire che il futuro è diventato multipolare.

Non c’è più un solo centro di innovazione.
Ce ne sono molti.
E uno dei più veloci, più ambiziosi, più determinati… è la Cina.


Capire queste tecnologie non significa schierarsi.

Significa non restare indietro.

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Commenti

Mauro
10 giorni fa

Molto interessante..visione e informazioni che devono essere inserite nelle agende di imprese e stakeholders

Lorenza Marini
9 giorni fa

Mario, grazie davvero per il commento.

Ed è vero: più approfondisco questi temi, più mi accorgo di quante dimensioni restino ancora da esplorare e quanto ancora non so — ed è proprio questo che rende urgente inserirli nelle agende di imprese e stakeholder.

Una visione non serve a prevedere il futuro, ma a preparare le menti a riconoscerlo quando arriva.

E finché continuiamo a scoprire nuove connessioni, significa che siamo ancora nel punto più fertile: quello in cui la conoscenza non chiude, ma apre.