I Cinesi e i soldi

Pubblicato il 16 gennaio 2026 alle ore 19:47

Lorenza Marini 

 

Ci sono domande che, in Cina, arrivano quasi prima ancora del “piacere di conoscerti” dopo hai mangiato 吃饭了吗?
La più classica è: “你一个月赚多少钱?” – Nǐ yí ge yuè zhuàn duōshǎo qián?”
Traduzione: Quanto guadagni al mese?

La prima volta che me la fecero, a Pechino, rimasi interdetta.
Poi capii che non era invadenza: era cultura.
In Cina il denaro non è un tabù, non è un imbarazzo, non è un argomento da evitare.
È un parametro sociale, un’informazione neutra, quasi statistica.
Serve a capire il tuo livello di vita, il tuo margine di manovra, la tua stabilità.
Non è giudizio: è contesto.

E questo rapporto diretto con i soldi non nasce oggi.
Ha radici profonde, storiche, filosofiche, linguistiche.

 

La Cina ha inventato la moneta:

il denaro come tecnologia sociale


Pochi ricordano che la Cina è stata tra le prime civiltà al mondo a inventare la moneta.

Già durante la dinastia Zhou circolavano le monete a forma di coltello e di vanga, simboli di lavoro e agricoltura.
Poi arrivò la forma che conosciamo: tonda con un buco quadrato al centro, simbolo perfetto dell’ordine cosmico:

• il cerchio = il Cielo
• il quadrato = la Terra


Una cosmologia in tasca.

Il carattere 钱 (qián), che oggi significa “denaro”, originariamente indicava conchiglie usate come valuta.
Il carattere 券 / 劵 (quàn), che troviamo in parole come “buono”, “titolo”, “cedola”, richiama l’idea di un documento di valore, un impegno scritto.

Il denaro, in Cina, non è mai stato solo mezzo di scambio: è stato ordine, armonia, garanzia, contratto morale.

 

Il denaro come legame sociale: le buste rosse 红包 (hóngbāo)

Se c’è un gesto che racconta il rapporto cinese con i soldi, è la busta rossa.
La hóngbāo è molto più di un regalo: è un atto simbolico.

Rosso = fortuna
• Denaro = energia che circola
• Il gesto = protezione, augurio, continuità


Si dà ai bambini a Capodanno, ai dipendenti come bonus, agli sposi come benedizione, agli anziani come rispetto.

E oggi, con WeChat, la busta rossa è diventata digitale: un clic, un importo, un augurio.
La tradizione più antica del mondo è diventata la funzione più moderna dell’app più usata della Cina.

 

Perché i cinesi parlano di soldi senza imbarazzo

Perché per secoli il denaro è stato:

• misura della stabilità familiare
• garanzia di sopravvivenza
• strumento di mobilità sociale
• segno di responsabilità


In un Paese dove per generazioni si è vissuto nella scarsità, il denaro non è mai stato un lusso: è stato protezione.

Ecco perché chiedere “quanto guadagni?” non è maleducazione: è come chiedere “stai bene? sei stabile? posso capire chi sei?”.

 

Il pragmatismo confuciano: soldi come dovere, non come vanto

Confucio non era un fan dell’ostentazione.
Per lui il denaro era accettabile solo se accompagnato da:

• rettitudine
• armonia
• responsabilità
• equilibrio


Il denaro non doveva essere desiderato per sé, ma gestito bene per mantenere l’ordine familiare e sociale.

Questo spiega perché i cinesi non amano parlare di “ricchezza”, ma parlano volentieri di risparmio, investimenti, stabilità, progetti.

 

Il denaro come ascensore sociale: la Cina degli anni 2000

Quando vivevo a Pechino nei primi anni Duemila, il rapporto con i soldi era elettrico.
La Cina cresceva a due cifre, gli stipendi aumentavano ogni anno, le città si trasformavano sotto i nostri occhi.

Ricordo i miei colleghi quarantenni dell’ambasciata e dell’hotel:
lavoravano come se il futuro dipendesse da ogni minuto.
E in parte era vero.

Era l’epoca in cui:

• si comprava la prima casa
• si investiva in educazione
• si aprivano aziende
• si facevano straordinari senza lamentarsi
• si credeva nel “Chinese Dream”


Il denaro era motore, speranza, progetto.

 

Oggi: una generazione più ricca, più istruita, più stanca

I giovani cinesi di oggi non hanno vissuto la scarsità.
Sono cresciuti con:

• smartphone
• scuole competitive
• famiglie che hanno risparmiato per loro
• città moderne
• un mercato del lavoro feroce


Per loro il denaro non è più “salvezza”: è pressione.

Molti non vogliono:

• comprare casa a prezzi impossibili
• fare straordinari infiniti
• sposarsi per dovere
• mantenere genitori e nonni da soli


Da qui nasce il fenomeno degli sdraiati (躺平): giovani che rifiutano la corsa DI CUI PARLERÒ AMPLIAMENTE IN UN ALTRO ARTICOLO PRESTISSIMO

 

Il denaro come linguaggio culturale

In Cina il denaro non è solo economia: è linguaggio.

• Dire “ti offro io” è un gesto di status.
• Dire “non preoccuparti” è un gesto di protezione.
• Dire “risparmia” è un gesto d’amore.
• Dare una hóngbāo è un gesto di continuità.
• Chiedere “quanto guadagni?” è un gesto di orientamento sociale.


Capire il denaro per capire la Cina

Se vuoi capire la Cina, devi capire il suo rapporto con i soldi.
Non perché i cinesi siano “materialisti”, ma perché la loro storia li ha resi pragmatici.
Il denaro è stato:

• protezione
• riscatto
• stabilità
• linguaggio
• tradizione
• modernità


E oggi, tra buste rosse digitali, investimenti, risparmi, sogni e stanchezze, continua a essere uno degli specchi più sinceri della società cinese.

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