Perché gli Orientali sembrano più giovani?

Pubblicato il 15 gennaio 2026 alle ore 13:26

Lorenza Marini 

Ci sono attori cinesi che sembrano sfidare il tempo:

Tony Leung, 61 anni, volto da eterno quarantenne.
Gong Li, 59, pelle compatta, lineamenti scolpiti.
Hu Ge, 41, ma ne dimostra 30.


E poi c’è George Clooney: bellissimo, magnetico, ma con quell’eleganza che porta con sé anche la sua età. Non è un giudizio: è un contrasto culturale e biologico. E da qui parte tutto.

 

Quando vivevo in Cina: la mia amica Meili e la lezione sul perché

All’Università di Pechino, Meili era la mia yuban come descrivo nel mio libro  “Cina oggi più vicina” quando le insegnavo inglese e lei insegnava cinese a me, un giorno le chiesi:
“Ma perché sembrate tutti più giovani?”
Lei rise, come fanno i cinesi quando sanno una cosa che noi non sappiamo, e mi disse:

 

1️⃣ Derma più spesso

La prima ragione è biologica.
La pelle delle popolazioni dell’Asia Orientale ha un derma più spesso, più ricco di fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina.
Risultato:

• rughe più tardive
• linee sottili meno marcate
• struttura più compatta


È come se la pelle avesse un “materasso interno” più solido.

 

2️⃣ Mangiano più collagene

Meili mi disse: “Noi mangiamo ciò che fa bene alla pelle”.
E aveva ragione. Seppure il sapore sia di indubbio gusto IHIMER ma se ritardano le rughe…

Cibi ricchi di collagene nella dieta cinese:

• zampe di gallina (le famose feng zhua)
• pelle di pesce
• brodi d’ossa lunghi 12 ore
• tendini, cartilagini, zuppe gelatinose


Non è estetica: è tradizione.
Il collagene alimentare non è una bacchetta magica, ma contribuisce a una pelle più elastica e idratata.

 

3️⃣ Non prendono sole

Qui entriamo nella cultura.

In Cina il sole non è un amico: è un nemico della pelle.
La protezione solare è un gesto quotidiano, come lavarsi i denti.

E poi c’è la scena che chiunque abbia vissuto in Cina conosce:

ombrellini ai semafori, file di ragazze e signore che aspettano l’attraversamento come piccole geishe urbane.
Una volta c’erano motorini e biciclette con ombrelli montati sopra. Sembravano piccole barchette colorate. Poi troppi incidenti → vietati. Ora solo ombrellini a mano.

 

Altri fattori di cui però non sono certa al 100% ma Meili aggiunge

 

Meno fototipo, più protezione

La pelle asiatica produce più melanina protettiva → meno danni da UV → invecchiamento più lento.

Tè verde ogni giorno

Antiossidanti, catechine, anti‑infiammatorio naturale.

Dieta meno latticini, meno zuccheri

Meno infiammazione → pelle più stabile.


Routine di skincare costante

Non ossessiva, costante.
Detersione, idratazione, SPF. Tutti i giorni. Senza saltare.


Stress gestito diversamente

Più rituali, più abitudini, più disciplina.
La pelle ama la regolarità.

 

Perché non prendono sole: una storia culturale lunga secoli

Il bianco della pelle in Oriente è un canone antico.
Pensiamo alle geishe: volto bianco come porcellana, rossetto rosso come un sigillo.
In Cina, Giappone, Corea: il bianco era status, purezza, nobiltà.

E da noi?
Uguale.
Nel Rinascimento e fino all’Ottocento,

le donne si dipingevano il viso di bianco.
La pelle chiara era ricchezza: significava non lavorare nei campi.

Poi arriva Coco Chanel.
Una foto, la Costa Azzurra, la pelle abbronzata.
E da lì l’abbronzatura diventa lusso, vacanza, tempo libero.
Il contrario dell’Oriente.

 

Vacanze in Cina: poche, mai ad agosto

In Cina non esiste il concetto di “chiusura ad agosto”.

Le ferie si prendono a rotazione, spesso in bassa stagione.

In più ci sono 7 festività nazionali che diventano 11–16 giorni totali grazie ai “giorni compensativi” 

 

Giorni compensativi cosa sono!!!???

 

In Cina, durante le grandi festività nazionali, il governo crea ponti festivi artificiali: concede più giorni consecutivi di vacanza, ma sposta alcuni giorni lavorativi al weekend.
Questo sistema si chiama “调休 – tiaoxiu”, cioè giorni compensativi

In pratica: ti danno, per esempio, 5 giorni di festa

ma 2 di quei giorni li “ripaghi” lavorando

un sabato o una domenica  vicina alla festività.


Serve a creare blocchi lunghi di ferie per permettere

alle persone di viaggiare, pur mantenendo invariato

il totale dei giorni lavorativi annuali.

 

Festività cinesi

 

Capodanno (New Year’s Day) – 1 gennaio

Festività moderna, non tradizionale.
Si fanno brevi viaggi, cene tra amici, shopping e sconti.

 

 Capodanno Cinese / Spring Festival – tra fine gennaio e metà febbraio

La festa più importante dell’anno.
Si torna al paese d’origine, si mangiano ravioli, si guardano fuochi d’artificio, si dà la “busta rossa” (hongbao), si pulisce la casa per scacciare la sfortuna.
È la grande migrazione umana annuale.

 

Qingming Festival (Tomb-Sweeping Day) – 5 aprile

Giornata dedicata agli antenati.
Le famiglie vanno al cimitero, puliscono le tombe, portano fiori e cibo simbolico.
Si fanno anche gite all’aria aperta.

 

Festa del Lavoro (Labour Day) – 1 maggio

Mini‑vacanza molto popolare.
Si viaggia, si visitano parchi, città storiche e si approfitta dei “golden week” turistici.

 

Dragon Boat Festival (Duanwu) – tra fine maggio e giugno

Si commemorano antichi poeti e leggende.
Si mangiano zongzi (riso glutinoso avvolto in foglie di bambù) e si guardano o partecipano alle gare di barche‑drago.

 

Mid‑Autumn Festival – tra settembre e ottobre

Festa della luna piena.
Si mangiano mooncakes, si osserva la luna, si sta in famiglia.
È una festa molto poetica, legata alla nostalgia e al ricongiungimento.

 

National Day (Festa Nazionale) – 1 ottobre

Celebra la fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
È una delle due “Golden Week”: viaggi di massa, parate, eventi pubblici, musei e attrazioni affollatissime.

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