Haenyeo: le sirene Coreane a Jeju

Pubblicato il 8 giugno 2026 alle ore 15:33

Haenyeo: Le regine dell’abisso che sfidano il tempo (e la modernità)

di Lorenza Marini 


Senza bombole.
Senza maschere tecnologiche.
Senza paura.


A ottant’anni, le Haenyeo – le donne del mare dell'isola di Jeju, in Corea del Sud – si immergono a dieci metri di profondità, sfidando correnti gelide e pressioni che ucciderebbero un uomo comune.

Non stiamo parlando di atlete olimpiche in cerca di record, ma di una casta di donne che incarna l’ultimo, vero baluardo di una società matriarcale in un continente che, storicamente, ha sempre cercato di metterle in ombra.


 Il mondo capovolto di Jeju


Perché su un'isola coreana è la donna a regnare?

La risposta è nel sangue e nella necessità.

Storicamente, gli uomini di Jeju erano pescatori che rischiavano la vita in alto mare o erano soggetti a tasse imperiali devastanti che li tenevano lontani da casa.


In questo vuoto di potere, le donne hanno preso il comando.
Non per scelta ideologica, ma per pura sopravvivenza.

Hanno creato una gerarchia rigida, basata non sulla ricchezza o sul lignaggio, ma sull'esperienza: si inizia a 11 anni come baby diver e si raggiunge il rango di Daesanggun solo dopo decenni di immersione.


Oltre il limite umano: La tecnica


Le Haenyeo non praticano l'apnea, la vivono.


Il respiro (Sumbisori): È il suono che emettono quando riemergono. Un fischio prolungato, quasi un lamento, che serve a espellere l'anidride carbonica e riossigenare i polmoni. È il respiro di chi ha sfidato la morte.


Resistenza: Possono trattenere il respiro per oltre due minuti, estraendo polpi, ricci di mare e pregiati abaloni dal fondale roccioso.


Etica del mare: Non usano mai bombole. L’uso di attrezzature moderne sarebbe visto come una violazione, un furto alla natura. Si prende solo ciò che il mare concede, garantendo che le risorse non vengano mai esaurite.


L'estinzione programmata


Il problema non è la fatica, è il tempo. La media anagrafica delle Haenyeo attive oggi supera abbondantemente i 70 anni.


Il progresso è arrivato anche a Jeju: le figlie di queste leggendarie pescatrici hanno scelto l’università, gli uffici, il comfort dell’aria condizionata.
La durezza della vita in mare è diventata un ricordo di un passato che molti vogliono dimenticare.


Perché dovremmo guardarci dentro?


Quando l’ultima Haenyeo tornerà a terra per l’ultima volta, con lei morirà un modo di vivere che ci interroga sulla natura umana. In un mondo che corre verso l'automazione, l'Intelligenza Artificiale e il comfort totale, queste donne rappresentano un anacronismo necessario.


Ci insegnano che:


1. La forza non è muscolare, ma mentale: La capacità di dominare il panico in apnea è l'esercizio di autocontrollo più estremo che esista.


2. L'autonomia è potere: Senza dipendere da sussidi o dagli uomini della famiglia, le Haenyeo hanno garantito per secoli l'indipendenza economica delle proprie case.


3. Il rispetto per l'ambiente non è un trend: Per loro è la regola per non morire di fame l'anno successivo.


Il verdetto


Siamo pronti a sacrificare l'identità sull'altare della modernità? Probabilmente sì.

Ma finché resterà anche solo una Haenyeo a tuffarsi nel blu di Jeju, sapremo che esiste ancora qualcuno che preferisce il silenzio dell'oceano al rumore della civiltà.

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.